I JD Gaming e gli LPL: un ecosistema esportivo differente

Lo Spring Split del campionato che da due anni sforna i campioni del mondo si è concluso con la vittoria di un team che certamente non era tra i favoriti all’inizio dei giochi, considerando le altre superpotenze in gara.

Dopo la grandissima cavalcata della Regular Season, i JD Gaming si aggiudicano il titolo contro le aspettative di molti e si riconfermano team da tenere particolarmente sotto controllo nei prossimi mesi.

Dopo il loro debutto nel Maggio del 2017, i JD avevano conseguito dei risultati non da poco, ma certamente non ai livelli di una vittoria di uno Split di LPL. In molti, ci sarebbe da scommettere, non avranno mai sentito parlare di questa squadra, ma come piccola curiosità, basti sapere che l’ormai celeberrimo FPX Doinb ha vestito la loro casacca nell’estate del 2017, sebbene egli non avesse ancora raggiunto lo splendore e lo stato di forma attuali.

Inizialmente si diceva che in pochi si sarebbero aspettati una vittoria dei JD, ma per quale motivo? Si tratta comunque della squadra che ha ottenuto il secondo posto nella stagione regolare, ottenendo lo stesso punteggio finale dei FunPlus Phoenix, campioni del Mondo in carica. Andiamo a spiegare: nella massima serie cinese sono presenti ben 17 squadre, molte di più rispetto ai numeri di LEC e LCS. Tuttavia ciò non deve affatto sorprendere: stiamo parlando di una Region che include un’area geografica e demografica certamente più grande di quella europea e di quella americana. Anche a livello di qualità dei singoli team c’è da riportare alla luce l’importante caveat che non bisogna essere indotti a pensare che vi siano più giocatori degni di competere a questo livello, perchè nella stessa (unica) classifica degli LPL c’è un abisso tra i nomi che si leggono nella parte alta della classifica e quelli che invece lottano per non chiudere lo Split all’ultimo posto, indice del fatto che sono state incluse organizzazioni di ogni qualità e forma nella competizione cui ci riferiamo.

Allora qual è il punto di questa discussione? Il rendersi conto che dall’altra parte del mondo c’è un livello di sensibilità e di accettazione verso League of Legends e gli esports in generale che in Occidente si può solo sognare. Sembrerà ripetitivo e scontato (specie da parte di chi scrive), ma la copiosità di imprese che popolano questo ambiente, nonostante la discrepanza di livello tra le stesse, non è un fattore da sottovalutare. In Cina sono presenti delle infrastrutture di livello nettamente superiore a quelle occidentali, dall’enorme numero di gaming house sparse per tutta la nazione fino ad arrivare ai sussidi statali che vengono versati direttamente nelle tasche di chi intende lanciarsi con una certa serietà in un progetto del genere.

Gaming House degli OMG di Shanghai – credits to www.thesun.co.uk
Gaming House degli OMG di Shanghai – credits to www.thesun.co.uk

Se andiamo a leggere quanto appena detto in chiave “successi mondiali” è facile rendersi conto che gli aspetti sono strettamente correlati: in una realtà in cui è possibile dedicarsi anima e corpo a portare avanti un cammino simile, sia per l’org. in senso stretto che per i giocatori a livello individuale, è chiaro che vi sia più spazio per campioni degni di questo nome e di astri nascenti che vengono notati molto più facilmente che in altre Regions, cosa che porta, ovviamente, a una percentuale molto più alta di vittorie anche a livello internazionale. Basti tenere presente che dal 2018 ad oggi ci sono stati ben 5 team campioni diversi nella lega cinese: Invictus Gaming, Edward Gaming, Rogue Warriors, FunPlus Phoenix e JD Gaming, mentre in EU e in NA abbiamo visto trionfare sempre e solo Fnatic, G2 Esports, Team Liquid e Cloud9 nello stesso lasso di tempo.

Le aspettative per lo Split estivo di League of Legends (LPL), restano quindi altissime, e sarà interessantissimo vedere se saranno ancora nuovi ragazzi a portare a casa la vittoria finale o se invece andranno a riconfermarsi vecchie org che già ci hanno regalato tantissimo in passato.

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